La ricerca di base e applicata sui Decapodi dulcicoli in Italia

Autori

  • Massimiliano Scalici 1. Dipartimento di Scienze, Università degli Studi Roma Tre
  • Laura Aquiloni 2. Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Firenze
  • Fabio Borghesan 3. via Patrizio 3/a, 35020 Saonara, Padova
  • Gaetano Caricato 4. Agenzia Regionale Protezione dell’Ambiente di Basilicata
  • Stefania Chiesa 5. Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università Ca’ Foscari Venezia
  • Francesca Ciutti 6. Dipartimento Ambiente e Agricoltura di montagna, Fondazione Edmund Mach
  • Martin A.J. Dörr 7. Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie University of Perugia
  • Concetta Elia 8. Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie University of Perugia
  • Gianluca Fea 9. Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente, Università degli Studi di Pavia
  • Piero Franzoi 10. Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica, Università Ca’ Foscari Venezia
  • Daniela Ghia 11. Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente, Università degli Studi di Pavia
  • Alberto Francesco Inghilesi 12. Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Firenze
  • Gianna Innocenti 13. Sistema Museale di Ateneo, Università degli Studi di Firenze
  • Massimo Lorenzoni 14. Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie University of Perugia
  • Giuseppe Maio 15. Aquaprogram s.r.l. Vicenza
  • Giuseppe Mazza 16. Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Firenze; CREA Centro di Ricerca Difesa e Certificazione, Sede di Firenze
  • Francesco Nonnis marzano 17. Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, Università Parma
  • Elisabetta Pizzul 18. Dipartimento di Scienze della Vita, Università degli Studi di Trieste
  • Marino Prearo 19. Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, Torino
  • Elena Tricarico 20. Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Firenze
  • Marco Zanetti 21. Bioprogramm s.c., Treviso

Parole chiave:

decapodi, acque dolci italiane, gamberi, granchi, gamberetti

Abstract

Il gruppo di studio dei decapodi d’acqua dolce istituito all’interno dell’Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci ha il principale obiettivo di studiare e migliorare la conoscenza di tutti gli aspetti della biologia di gamberi, gamberetti e granchi d’acqua dolce nativi e alieni, che attualmente vivono negli ambienti lentici e lotici italiani, promuovendo allo stesso tempo la costituzione di una rete di esperti che garantisca un’adeguata diffusione di corrette informazioni utili e fruibili non solo per le attività gestionali dalle autorità competenti locali e nazionali, ma anche dai non addetti al settore. Il gruppo si occupa di tassonomia, sistematica, zoogeografia, ecologia, etologia, fisiologia, anatomia, genetica, conservazione (delle native) e gestione (delle aliene) dei decapodi dulciacquicoli presenti in Italia. Il principale obiettivo di questo contributo è di fornire un aggiornamento dello stato attuale dei decapodi d’acqua dolce sul territorio nazionale che possa rappresentare un untile strumento di monitoraggio per queste specie e per gli habitat dove vivono. L’esigenza di approfondire la conoscenza di questo ordine in ogni suo aspetto nasce dalla consapevolezza che molte specie rappresentano un patrimonio ecologico (in quanto specie chiave di habitat bentonici), faunistico (alcuni taxa sono interessanti casi di endemismo peninsulare), biogeografico (l’intero ordine presenta singolari modelli di dispersione, migrazione e vicarianza) ed evolutivo (sono presenti stimolanti casi-studio di fenomeni di radiazione adattativa legati ad una particolare valenza ecologica). I decapodi dulciacquicoli presentano un particolare doppio aspetto legato alla conservazione degli ambienti acquatici: se da un lato alcune specie possono essere considerate come valenti indicatori biologici, dall’altro possiamo annoverare molte specie aliene invasive, la cui gestione è obbligatoria secondo le recenti normative europee e nazionali e richiede un’attenta analisi ecologica, economica e culturale, per valutare gli effetti di queste specie su ambiente, attività economiche e salute umana.

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Pubblicato

2019-03-25

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